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I miei pensieri

I miei pensieri di Salvatore Lo Presti -Salvatore Lo Presti, da sempre noto col nome di Totò, nasce nel 1934 a Capri Leone. Non nasce poeta. Meglio, nasce poeta così come “lo nasce” ciascun individuo, ciascuna persona, ciascuno di noi se vogliamo, che tuttavia il più delle volte non riusciamo, per orgoglio, per timidezza, per noia, per riservatezza, ad esprimere i sentimenti più intimi che sono già dentro di noi, insiti, prima ancora di nascere, di venire al mondo, di vedere la luce, e che con noi crescono e maturano lungo il percorso dell’esistenza. La vita di zio Totò è legata a doppio filo a quella della mia famiglia, formando una parte importante, robusta, fondamentale di me, dei miei amati nonni, della mia mamma, dei miei zii. Zio Totò ha aspettato a lungo prima di potersi esprimere liberamente attraverso la sua poesia, semplice, a tratti acerba, ma pura, genuina, autentica e quanto mai vera. Il caro Zio ha aspettato quella che in molti definiscono “l’età d’oro” della vita, l’età della saggezza, dell’esperienza, forse la più bella tra le età, poiché in essa non v’è nulla che può più scandalizzare ma, allo stesso tempo, è sempre in essa che si può conservare e mantenere vivo quell’entusiasmo tipico dell’età puerile, quella felicità che solo i bambini sanno riconoscere e che, in fondo, nonostante il passare del tempo, resiste e alberga nel cuore di ogni uomo, qualunque sia la sua età. E questo bambino, questo tenero fanciullo, zio Totò trasferisce nel suo testo poetico e, forse inconsapevolmente, intende ricostruire quella poetica del nido familiare di pascoliana memoria, e dell’importanza che questo rappresenta per l’essere umano, fornendocene, oltre alla commozione, un grande ed alto insegnamento morale. E se pure viene in qualche modo tradita la lezione ungarettiana secondo cui la poesia per esser tale deve necessariamente contenere al suo interno un mistero, un segreto, v’è dentro questi versi un che di crepuscolare, un rifiuto quasi per “le cose buone di pessimo gusto”, e per contro l’esaltazione di una spiritualità provinciale, sana e verdeggiante; l’esaltazione della bellezza dell’anima e degli affetti più cari e familiari.



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